martedì 24 giugno 2014

Voglia di scrivere...

...A prescindere da quello che si scriverà.
Ti è mai capitato?
Secondo me sì.
A scrivere non è mai il cervello.
Il cervello filtra, per carità. Il cervello rilegge, talvolta cancella. Ma non è mai il punto di partenza. Il punto di partenza sono le viscere.
Si comincia con quella spinta, giù, là, alla base degli intestini e senti quel qualcosa che sale inesorabile come schiuma di birra sulle pareti solleticandoti dall'interno e poi su, fino in gola, e dalla gola si spande in tutte le direzioni, toccando anche i muscoli delle braccia che incominciano a fremere di energia repressa. Un pizzicore ai polpastrelli ti segnala la saturazione e le cose son due: o ingoi, ingoi e ingoi ricacciando tutto sul fondo, o cominci a scrivere e lasci che questo fiume di birra si trasformi in parole di cui non hai nessun controllo.

Ora, in tutto questo processo, ti devo confessare che mi succede una cosa strana che magari succede anche a te: i concetti mi vengono fuori al contrario. Se le cose hanno un ordine (e ce l'hanno), dal mio corpo escono puntualmente nell'ordine inverso. Sta poi al cervello ribaltarle in un secondo momento. Infatti non ti credere che questo post non sia passato per lo stesso processo: la prima cosa a venir fuori sono stati i polpastrelli che pizzicano e poi a ritroso, fino a rendermi conto che, com'è ovvio che sia, il punto di partenza stava esattamente alla fine di ciò che avevo scritto. Così ho preso tutto e l'ho ribaltato.
E la cosa veramente buffa è che, riflettendoci, non solo le cose ci escono al contrario, ma ci entrano anche al contrario. Prendi le parole che stai leggendo in questo momento: ti arrivano passando attraverso le tue pupille e impressionandosi sulla retina, ma indovina un po'? Sono capovolte.
Saranno poi gli impulsi inviati attraverso il nervo ottico a fornire all'encefalo le informazioni necessarie all'elaborazione dell'immagine, nonché al suo raddrizzamento.

Detto ciò, secondo me il nervo ottico del mondo s'è rotto. Guardo quello che accade ed è tutto al contrario: i cattivi prosperano, i buoni annaspano, la disonestà è premiata, l'onestà è un fastidioso contrattempo, i sì sono no e i no sono sì...
Quando sarà riparato il nervo ottico, ci sarà un grande encefalo che raddrizzerà tutto, io credo.



9 commenti:

  1. Mi è capitato col mio ultimo post. Il quale, apparentemente faceto e curioso, contiene almeno un paio di grandi verità che, bene o male, mi hanno scolpito la vita. Tant'è che non ci sono foto, io che le metto sempre (quasi a voler distrarre), e mi piace un sacco, non foss'altro per averlo vomitato in un nano secondo senza che il cervello mettesse a fuoco cosa cacchio stavano scrivendo le viscere... ;)

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  2. Avevo commentato a caldissimo, sull'onda dell'emozione (cervellotica) e del ricordo del mio ultimo post che nasce, appunto, di getto, senza foto di supporto, molto "viscerale", e con qualche rivelazione tosta sui miei cento e passa "io"... ma il dio blogger m'ha cancellato tutto... uff.. certo spesso è il contrario di quello che desideri ciò che poi avviene... e la vita è giocarsela come caccia al tassello di puzzle da incastrare.. e anche un blog serve.. specie se il primo lettore attento, è chi lo scrive ;)

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    1. Stelle filanti, palloncini e e coriandoli stanno scendendo da un non ben precisato soffitto del blog perché tu, mio carissimo Franco, sei nientepopodimeno che IL PRIMO COMMENTATORE DEL MIO BLOG! Vinci un premio massiccio che in questo momento tutta la blogosfera ti sta invidiando e una targa sarà presto affissa ad imperituro ricordo di questo tuo splendido, eroico gesto. (Per il resto, avrai notato che i tuoi commenti ci sono tutti e due e l'impressione che hai avuto di esser stato censurato dal Dio blogger suppongo sia stata colpa della moderazione. Che dici, è una precauzione eccessiva? La tolgo? Accetto volentieri consigli). Per concludere io ti porgo il mio più sentito BENVENUTO! :-)

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  3. M'accontento delle stelle filanti ma togli la moderazione, te prego.. ;-)

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    1. Fatto :-)
      Grazie per la dritta e resta in attesa dell'imperitura targa commemorativa.
      Venendo alla tua risposta al mio post, forse è proprio per quello che mi sono azzardata a commentarlo. L'ho letto, l'ho percepito scritto con la pancia, mi son sentita a casa e così mi sono accomodata ;-) Ora che ho deciso di tornare a frequentare la blogosfera dopo incalcolabili ere di assenteismo (non così incalcolabili in verità, ma percepite tali) mi vedrai ripassare spesso dalle tue parti suppongo.

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  4. Sono nuovo anch'io, tutto sommato, un anno passa in fretta.. parlami delle tua assenza "calcolabile".. cosa spinge a mollare la presa? Io non lo farei mai adesso.. l'unica cosa che mi preoccupa è scrivere e leggere sempre nuovi bloggers che infilo nel blogroll rendendomi conto , poi, di non poter materialmente stare appresso a tutti... e cosa spinge a tornare? ;)

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  5. Una sorta di reverse engineering della scrittura...
    Ho riletto questo post tre volte per il piacere di vivere attraverso te una delle sensazioni più belle che ci siano. Al momento in me la birra sta fermentando fra le ginocchia e i piedi, quindi diciamo che è vicina ai polpastrelli sbagliati, almeno se l'obiettivo è scrivere.
    Per quanto riguarda il nervo ottico del mondo, mi verrebbe da dirti che a volte siamo noi a vedere il mondo al contrario. Poi cambiamo lenti, mettiamo a fuoco un altro piano e il mondo è miracolosamente diverso. Senza bisogno di aggiustare nulla.

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    1. Grazie... Le persone che scrivono sono parecchie, le persone che provano questa sensazione scrivendo decisamente meno (e si capisce da come scrivono). Per quanto riguarda questo mondo, ha tanto bisogno di essere aggiustato, lo sai... Se il fiume scorresse nel giusto senso non saremmo costretti a remare controcorre

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